"Solo una comunità irresponsabile può decidere di manipolare, movimentare e commercializzare una merce a rischio cancerogeno; la ratio di questa scelta pare essere unicamente il margine di profitto economico per chi coltiva la cava."
(Prof. Vito Totire - medico del lavoro, docente di igiene e sanità pubblica Università di Venezia, portavoce nazionale AEArs - associazione esposti amianto e rischi per la salute)

"Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti."
( Martin Luther King JR)

sabato 21 gennaio 2012

Comunicato stampa 20/01/12

Abbiamo letto le dichiarazioni di Giuseppe Conti sindaco, rilasciate al giornale La Gazzetta di Parma, dice Conti “I dati escludono un problema di salute della popolazione legato al mesotelioma”. Una formulazione che escludo possa rintracciarsi nei documenti Arpa, Ausl citati; francamente restiamo increduli, leggeremo. Per quanto concerne il parere della Comunità Montana posso dire in una battuta che se le valli del Taro e del Ceno sono diventate il polo estrattivo ofiolitico più importante d’Italia è proprio perché i sindaci così vogliono e questo è un aspetto che non potrà essere ignorato in futuro. Ma c’è di più, il sindaco di Bardi nel tentativo di giustificare una scelta  che resta tutta nella sua responsabilità, finge di dimenticare come le nuove fibre di amianto che farà respirare ai cittadini alla ripresa dell’attività estrattiva, saranno la causa di malattie tumorali nei prossimi 15, 20 30, 40 anni; dunque oggi mina la salute delle giovani generazioni e a nulla gli varranno, ai fini della responsabilità individuale e del rimorso, i pareri tranquillizzanti. Attendiamo di poter accedere agli atti per una valutazione completa.
Dopo aver assistito al C.C. ho anche motivo di ritenere che la procedura deliberativa sia viziata da evidenti irregolarità e su questo aspetto formale/sostanziale ci siamo già attivati; infatti il mancato esame in aula delle osservazioni presentate, come ci pare in tutta evidenza, non ha potuto chiarire come alcune di queste osservazioni attengano alle scelte amministrative di completa pertinenza dell’assemblea alla quale, quindi, è stata sottratta una delle sue primarie funzioni. Qualcuno ha forse delegato questa funzione al progettista del Piano? In altre parti delle osservazioni si sollevano perplessità sul ruolo del progettista che sembrerebbe essere anche consulente delle ditte esercenti gli impianti estrattivi. In questo caso il parere di opportunità è stato lasciato in capo al progettista.? I pareri di Arpa Ausl e Comunità Montana non credo possano essere sostitutivi del mancato esame assembleare. In conclusione ai consiglieri è stato chiesto di votare un piano, senza che sia stata data loro la possibilità di entrare nel merito. A questo punto credo si possa dire che la ritualità dell’atto  perde di ogni significato. Secondo noi qualcosa non funziona ! Restiamo comunque in attesa che il garante della regolarità dell’atto apponga la sua firma.


Sul fronte Regionale intendiamo muoverci reiterando una richiesta di incontro con il Presidente, sostenuta da quelle forze politiche presenti nell’assemblea regionale che hanno dichiarato di essere favorevoli alla messa al bando delle cave su matrice ofiolitica e comunque di negare il rinnovo alle concessioni nei siti già dichiarati contaminati da amianto tra cui le due cave bardigiane.
Contiamo di richiedere anche un nuovo intervento di ISDE, la prestigiosa associazione che sul tema ha già preso posizione a più riprese e risulta anche tra gli osservanti del PAE di Bardi.

Fabio Paterniti

venerdì 20 gennaio 2012

 La maggioranza in pugno

La battaglia è tutt'altro che persa e gli sviluppi a breve lo dimostreranno.
Ormai lo scandalo "cave ofiolitiche & amianto" esce dall'ambito locale nel quale si voleva soffocare e diventa problema di dimensioni nazionali. Quando "voleranno gli stracci" qualche amministratore locale pagherà per tutti.

Quella delle cave di Pietre Verdi è una storia che merita di essere raccontata tutta con i sui intrighi, nefadezze, ignavia, omertà, sofferenza, distruzione e contaminazione ambientale, morte.

mercoledì 11 gennaio 2012

Una mail al Sindaco e ai consiglieri di Bardi

Segnaliamo una iniziativa del blog pocodetto.wordpress.com che sta avendo un certo successo a sostegno della nostra battaglia contro le cave di pietre verdi, le cosiddette "cave all'amianto".

Diffondete il più possibile, anche se ormai i tempi sono brevi.

Ecco il link all'iniziativa:  "Amianto da bonificare? Si, … anzi no!"

Grazie a tutte le persone che ci stanno aiutando facendo sentire la propria voce.

lunedì 9 gennaio 2012

Giace in regione da oltre un anno.

Il tema dell'amianto, evidentemente, non interessa molto i nostri amministratori regionali (e nemmeno quelli comunali).

La mozione qui sotto, la numero 731 del 10/11/2010, giace indiscussa da oltre un anno, nel frattempo, le amministrazioni comunali continuano ad approvare piani di estrazione contenenti anche cave su matrice ofiolitica facendo finta di non sapere quali siano i rischi a cui sottopongono gli ignari cittadini, abilmente strumentalizzati da partiti, capi e capetti.

Giovedi' 12/01/2012 ci sarà, in orario purtroppo non fruibile a studenti e lavoratori - 10.30 di mattina, il consiglio comunale per  la votazione relativa all'approvazione del Piano delle Attività Estrattive di Bardi, contenente anche le cosiddette "cave all'amianto". Si sappia che sarebbe nel potere del sindaco evitarne la riapertura.
Le cave in questione (Pietranera e Groppo di Gora), tra l'altro, sono nella lista dei siti contaminati da amianto, e quindi da bonificare.

Tutto questo ha senso? Se si vuole bonificare, perchè si continua a cavare e a disperdere amianto? E perchè continuare queste attività, ora che l'amministrazione di Bardi potrebbe decidere di non riaprirle? Possibile che la nostra salute passi sempre in secondo piano? I morti per amianto sono forse un po' più vivi degli altri?

Ecco il testo della mozione:

Movimento 5 Stelle - 09 Nov 2010
Bloccare la riapertura della cava di Bardi. Lo chiede, in una mozione il consigliere regionale Andrea Defranceschi del Movimento cinque stelle.
Premesso, scrive,
  • che la Legge n. 257 - Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto, al Comma 2 recita c hesono vietat e l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, diprodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto.”;
  • che con il “Piano di protezione dall’amianto” adottato con delibera del Consiglio Regionale l’11 dicembre 1996, la Regione Emilia-Romagna ha affidato all’ARPA di Reggio Emilia il compito di censire i siti estrattivi di “pietre verdi”; Il risultato di tale censimento è stato la realizzazione della pubblicazione “Il progetto Regionale Pietre Verdi”. In tale documento viene affermato che vengono prodotte ingenti quantità di polveri, anche sottili, che in tutti i campioni analizzati è stato trovato amianto, con percentuali anche superiori ad un grammo per Kg. Inoltre si dice: “indipendentemente dalla concentrazione di amianto, si possono liberare quantitàdi fibre più o meno significative.”
Dato atto
  • che le pietre verdi sono un materiale contenente amianto anche all'85%;
  • che il Comune di Bardi (PR) sarebbe in procinto di rinnovare la concessione per la Cava di Pietranera;
Considerato
  • che una sentenza della Corte europea: recita: ““il principio di precauzione è il principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici”.
Evidenziato
  • che L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti riconosciuto, per l’amianto, l’impossibilità di stabilire soglie al di sotto delle quali non vi sia rischio.
  • che le analisi ambientali hanno già dimostrato la presenza fibre di amianto nell’aria, sia nell’area di cava che nelle aree a valle della Cava di Pietranera;
il Consiglio Regionale invita la Giunta Regionale a
  • intervenire presso gli Enti competenti per bloccare la riapertura della cava del Comune di Bardi;
  • dare indicazioni pianificatorie a Province e Comuni perché vengano chiuse le cave ofiolitiche attualmente attive e si proceda alla loro riconversione;
  • dare indicazioni pianificatorie a Province e Comuni perché non vengano riaperte le cave ofiolitiche attualmente inattive e si proceda alla loro riconversione;

domenica 8 gennaio 2012

"!IL TEMPO DI AGIRE E' ORA!" 
"Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare." Albert Einstein

martedì 27 dicembre 2011

Amianto a Borgo Val di Taro

Coperture di ethernet a Borgo Val di Taro, i carabinieri comunicano alle autorità competenti siti contaminati da amianto, ne parla Viedeotaro Tv.



Il parere di Fabio Paterniti (comitato Cave all'amianto? No grazie!) e Maria Cirelli (medico).

mercoledì 21 dicembre 2011

AMIANTO IN OGNI DOVE

La Regione Emilia - Romagna il 30/09/2011 ha reso nota la mappatura aggiornata dei siti contaminati da amianto, e in Valtaro – Valceno  ne risultano parecchi. Questa mappatura ha individuato e inserito solo i siti più estesi. Una elementare logica di tutela sanitaria avrebbe voluto che i Sindaci, nella loro funzione di autorità sanitaria, si fossero fatti parte diligente al fine di completare i rilievi sul territorio, finalizzati quantomeno ad individuare una priorità di interventi. Questo lavoro consentirebbe di prevenire almeno interventi di emergenza sanitaria che, nel prossimo futuro, stante l’attuale disinteresse, si renderanno sempre più frequenti.
Ricordo per inciso che la prima mappatura delle contaminazioni da amianto risale al 2005, che il decreto applicativo sulle metodiche di bonifica è del 1996, che la legge basilare che vieta l’uso dell’ amianto e dei materiali contenenti amianto e  dispone la bonifica dei siti contaminati è del 1992. Dunque da 19 anni tutti gli Amministratori Pubblici sanno.
Parlare più diffusamente sul tema mi imporrebbe di dare testimonianza di quanti  da tempo si battono in tutta Italia perché questo problema rientri nelle priorità assolute della politica e della  amministrazione pubblica.
Al problema dei manufatti in cemento-amianto, nelle nostre valli si aggiunge quello delle cave ofiolitiche che disperdono in ambiente nuove fibre di amianto, un vero tabù che dovrebbe risultare insopportabile per i cittadini più consapevoli e intellettualmente attivi.
Sul tema cave, sul   FORUM  di riferimento di Borgotaro, ho fatto qualche intervento totalmente ignorato. Negli ultimi in ordine di tempo scrivevo:
"Devo costatare con rammarico profondo che ancora oggi su questo tema la comunità Borgotarese non vuole riflettere, e quello delle cave ofiolitiche non è un problema localizzato, non riguarda solo il territorio di Bardi e di Borgotaro,  circostante alle aree di cava, ma coinvolge tutti i comuni e gli abitanti delle valli del Taro e del Ceno.
Da qualche mese seguo i dibattiti su FORUM  e ho potuto apprezzare la libertà di pensiero e la preparazione di molti interventi, ma sul tema il silenzio continua; ho l’impressione che la vicenda della cava di Roccamurata sia vissuta dalla maggioranza dei borgotaresi come problema locale, di pochi cittadini. Una impressione che mi turba parecchio e che vorrei mi venisse confutata.
Di questa problematica mi occupo ormai da due anni e mi sono radicato nella convinzione che nascondere e negare sarà sempre più difficile; e allora, Signori miei, rinviare ulteriormente una presa di coscienza  collettiva è autolesionismo puro.
"
 
Oggi assistiamo all’ultimo paradosso di avere dei Piani delle Attività Astrattive, approvati o in itinere, che prevedono il rilascio di nuove concessioni a cavare inerti in siti dichiarati dalla Regione contaminati da amianto, alla faccia della gente, della logica: la cava "Le Predelle", la cava "Groppo di Pietranera", la cava "Groppo di Goro", ma non solo, perché come ho già avuto modo di sostenere queste valli sono diventate, per volontà di un politica scellerata, il più grande polo estrattivo ofiolitico esistente in Italia.
Quanto ancora dobbiamo aspettare per vedere il coraggio civico di portare dentro i Consigli Comunali questo tema? In una recente intervista il presidente della giunta regionale Vasco Errani ebbe a dichiarare che la regione da Lui amministrata è l’unica in Italia dove non si apre una cava che il Sindaco non voglia.

Fabio Paterniti