Cave all'Amianto? No Grazie!

Comitato per la cittadinanza attiva.

"Solo una comunità irresponsabile può decidere di manipolare, movimentare e commercializzare una merce a rischio cancerogeno; la ratio di questa scelta pare essere unicamente il margine di profitto economico per chi coltiva la cava."
(Prof. Vito Totire - medico del lavoro, docente di igiene e sanità pubblica Università di Venezia, portavoce nazionale AEArs - associazione esposti amianto e rischi per la salute)

"Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti."
( Martin Luther King JR)

giovedì 19 settembre 2013

Manifestazione in piazza Montecitorio

Il CNA (COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO) ha organizzato una manifestazione in piazza Montecitorio per il giorno 8 Ottobre p.v.

CHIEDEREMO AL GOVERNO E AL PARLAMENTO E ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI

L'APPROVAZIONE DEL PIANO NAZIONALE AMIANTO, IL FONDO PER LE VITTIME PER TUTTI GLI ESPOSTI LA DISCUSIONE DEL PDL 8(Casson) E 1253(Antezza)

Alla manifestazione sono stati invitati i parlamentare che hanno sottoscritto la proposta di legge che , fra l'altro , recita all' art. 13

Art. 13.
(Divieto di estrazione e di uso delle pietre verdi)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono vietati
l’estrazione e l’utilizzo delle pietre verdi, come definite ai sensi del decreto del
Ministro della sanità 14 maggio 1996, pubblicato nel Supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 178 del 25 ottobre 1996.


Fabio Paterniti

lunedì 24 giugno 2013

Amianto, la battaglia finale

Dopo l'onda emotiva della sentenza di Torino non ci si può fermare.
Le associazioni esposti e parenti vittime dell’amianto, le associazioni ambientali, i comitati che da anni si battono perché l’enorme problema amianto possa trovare soluzione con una legge del Parlamento Italiano, devono proseguire la loro azione.

E' inaccettabile che tutto rallenti e sopisca all'interno di una più generale emergenza sanitaria e ambientale.
Chiediamo pertanto alle forze politiche presenti in Parlamento di inserire questo tema tra le priorità sanitarie e ambientali e l'occasione per farlo c'è.
Il DDL “Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell'ambiente dall'amianto, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto” è stato depositato in Senato il 15/03/2013 primo firmatario Felice Casson.
La proposta si prefigge di riunire in un testo legislativo unico la complessa questione amianto, con la finalità di correggere le storture e le lacune delle norme vigenti.
Il disegno di legge intende poi preordinare al meglio le modalità per una più efficace prevenzione sanitaria, tutela economica per gli esposti, censimento e piano di bonifica delle aree contaminate dall'amianto, e il divieto (art.13) all’estrazione e l’utilizzo delle pietre verdi,come definite ai sensi del decreto del Ministro della sanità 14 maggio 1996.
L’articolo 13 è il fulcro della battaglia civile di “Cave all'Amianto? No grazie!”,successivamente condivisa da Rete Ambiente Parma e Coordinamento Nazionale Amianto, sostenuta da Isde Italia ed altre molteplici sigle dell'ambientalismo e del volontariato sanitario.
E' fondamentale cancellare l’allegato 4 del DM 14 maggio 1996.
Superato l'allegato 4, l'estrazione di amianto ricadrebbe automaticamente nel settore estrattivo sotto il principio più generale, per il quale è vietato commercializzare materiali con contenuto di sostanze dichiarate cancerogene superiore allo 0,1%.
Questa infatti è la norma che causa prima di ogni altra il perdurare della dispersione di nuove fibre di amianto in ambiente.

L'antefatto.

Il parlamento italiano varò nel 1992 la legge n.257 dal titolo “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”. Il decreto attuativo fu emesso nel 1996, quando il governo emanò il DM 14 maggio 1996 dal titolo “Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto... (omissis)”.
Il titolo non inganni. Il decreto all'allegato 4, “Criteri relativi alla classificazione ed all'utilizzo delle pietre verdi in funzione del loro contenuto di amianto”, di fatto ha consentito di continuare a cavare amianto; si è autorizzato anche l’apertura di nuove cave, a patto che il materiale estratto non liberasse amianto in ambiente al di sopra di determinate concentrazioni.
La procedura di controllo è talmente macchinosa da essere dichiarata inapplicabile da ARPA Emilia Romagna. ARPA Valle d’Aosta afferma che il tout-venant (prodotto) della miniera di Balangero (la più grande cava di amianto d’Europa con una concentrazione di amianto dal 6 all’8%) dopo la frantumazione primaria e secondaria rilascia in ambiente una grande quantità di fibre di amianto, ma sottoponendo il tout-venant della miniera di Balangero alle metodiche previste dall'allegato 4 il minerale risulterebbe “non pericoloso”.
Si tratta anche in questo settore di far valere il principio secondo il quale i materiali più pericolosi devono essere sostituiti con altri a minor impatto negativo.



Altro punto importante è fissare termini perentori affinché le regioni completino il censimento dei siti contaminati da amianto industriale e naturale.
Il censimento delle cave contaminanti su ofiolite affidato dalla legge alle Regioni è a tutt’oggi incompleto.
Questa è la premessa necessaria affinché tali siti possano essere dichiarati contaminati da amianto naturale. In tal senso si è mossa la Regione Emilia Romagna, anche se la stessa consente ancora di cavare in quei siti che ARPA ha già dichiarato contaminati.
Nel piani di bonifica dall'amianto sarà importante inserire anche i siti oggetto di escavazione,abbandonati e mai naturalizzatati, come peraltro già previsto dalle leggi vigenti - ma disattese-, secondo un nuovo calendario perentorio compatibile con le risorse disponibili.


Fabio Paterniti
Cave all'amianto? No grazie!
http://www.caveallamiantonograzie.info/


Approfondimenti

Comitato Cave all’amianto No Grazie: dossier cave

Sentenza del Consiglio di Stato
Commento alla sentenza

Risoluzione ISDE Italia

Le Pietre Verdi secondo Edoardo Bai Istituto dei Tumori Milano

ARPA Valle d’Aosta Commento Indice di rilascio DM 14 maggio 1996

Un esempio di contaminazione industriale: Ex Cemamit di Ferentino

Un esempio di contaminazione civile

Dossier Dott. Vito Totire medico del lavoro Ausl Bologna

Rete Ambiente Parma – Cave ofiolitiche rischio negato

martedì 16 aprile 2013

Il Ministero della Salute propone la revisione del DM 14/5/1996 “Pietre verdi”

L’8 aprile scorso il Ministro della Salute Renato Balduzzi  ha presentato, come da programma ministeriale il “Piano Nazionale Amianto”.
Per la prima volta il Ministero riconosce in un suo documento ufficiale la necessità di rivedere la normativo che consente l’estrazione e l’utilizzo delle “Pietre Verdi” .

A pagina 36 del documento leggiamo :
Sarà comunque necessario proporre interventi legislativi relativamente a:
      revisione del DM 14/5/1996 “Pietre verdi” e del Decreto ministeriale 10 agosto 2012, n. 161 “Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo”;
    Con quale provvedimento si debba dare soluzione al problema  è chiarito nel disegno di legge amianto depositato in Senato il 15 Marzo, primo firmatario Felice Casson,   dove l’art. 13  recita:
    Art. 13. (Divieto di estrazione e di uso delle pietre verdi)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono vietati l’estrazione e l’utilizzo delle pietre verdi, come definite ai sensi del decreto del Ministro della sanità 14 maggio 1996, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 25 ottobre 1996.
     Oggi possiamo serenamente dire che il lavoro di una cittadinanza attiva “costringe” la grande politica ad affrontare un problema che per troppo tempo fu negato e taciuto. 

    fabio paterniti

mercoledì 27 marzo 2013

Una proposta di legge chiude le cave di Pietre Verdi

Commento al disegno di legge d’iniziativa dei senatori CASSON, FILIPPI MARCO, BUBBICO, FEDELI, IGNAZIO MARINO, AMATI, GRANAIOLA, FORNARO, BORIOLI, FABBRI,depositato in Senato il 15 / 03 / 2013
"Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell'ambiente dall'amianto, nonché
delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto."


Nella legislazione italiana in materia di amianto c’è ancora tanto da fare. Non sono solo carenze legislative; si tratta anche di norme aberranti e probabilmente anticostituzionali.
Nel vastissimo e articolato contesto sanitario/previdenziale/ambientale legato alla contaminazione da amianto, i comitati e le associazioni che si battono per la proibizione all’estrazione e utilizzo, a qualsiasi titolo, della “pietra verde” hanno ottenuto da numerosi parlamentari dell’ attuale legislatura il riconoscimento della fondatezza delle proprie istanze.

Dunque, per la prima volta a livello parlamentare dal 1996, la questione "Pietre Verdi" esce dal limbo dei problemi oscurati dalla politica asservita alle lobby.

Nei numerosi incontri avuti in quest’ultimo anno con figure istituzionali, come componenti del CNA (comitato nazionale amianto) abbiamo sottoposto la questione “Pietre Verdi” in tutta la loro complessità richiedendo che il Parlamento adottasse una modifica di legge che proibisse l’uso delle “Pietre Verdi”.

L’articolo 13 corrisponde esattamente al testo da noi proposto. Ringrazio il Sen. Casson per aver condiviso la necessità di proporre al Parlamento la proibizione assoluta all’utilizzo delle Pietre Verdi. Certo il percorso è ancora lungo e carico di insidie, ma noi siamo tenaci !

Fabio Paterniti

Link al disegno di legge completo: ddl Casson

martedì 26 marzo 2013

Finalmente la luce?


Dedicato a tutti quelli che ci hanno accusato di essere allarmisti e molto altro. Adesso attendiamo fiduciosi, che diventi realtà.

SENATO DELLA REPUBBLICA
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori CASSON, FILIPPI MARCO, BUBBICO, FEDELI,
IGNAZIO MARINO, AMATI, GRANAIOLA, FORNARO, BORIOLI, FABBRI,
Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell'ambiente dall'amianto, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto.
(omissis)Art. 13.(Divieto di estrazione e di uso delle pietre verdi)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono vietati l’estrazione e l’utilizzo delle pietre verdi, come definite ai sensi del decreto del Ministro della sanità 14 maggio 1996, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 25 ottobre 1996.

http://www.comitatodifesasalutessg.com/2013/03/20/amianto-presentato-disegno-di-legge/

venerdì 25 gennaio 2013

Convocazione al Ministero della Salute



__________________  CAVE ALL’AMIANTO?: NO GRAZIE !  __________________
comitato per la cittadinanza attiva
Loc. Zattini 15  -  43032 Bardi


 Bardi 25 /01 / 2013

Il Coordinamento Nazionale Amianto (CNA), di cui Cave all’Amianto No Grazie  fa parte, è stato convocato dai D.G. del Ministero della Salute il 13 Febbraio p.v. 
In quella circostanza collegialmente chiederemo, su base documentale, che il “Piano Nazionale Amianto” in via di redazione stabilisca, fra l’altro, la chiusura e la bonifica di tutte le cave di Pietre Verdi in Italia.

Fabio Paterniti

mercoledì 23 gennaio 2013

" Piano Nazionale Amianto " & "Pietre Verdi"

Il coordinamento nazionale degli esposti amianto ha trasmesso ai Ministeri Salute e Ambiente un'articolato documento/ istanza affinchè nell'imminente approvazione del "Piano Nazionale Amianto" possano trovare risposte adeguate le carenze/errori normativi denunciati. In particolare il coordinamento ha recepito le indicazioni da noi suggerite circa il divieto di escavazione delle "Pietre Verdi"; a breve pubblicheremo  il documento. Restiamo naturalmente in attesa di leggere il nuovo "Piano Nazionale Amianto"
Restiamo, inoltre, in attesa di conoscere i contenuti del nuovo "Piano Cave" regionale intanto prendiamo atto che la Regione Emilia Romagna ha approvato un apposito regolamento per la gestione e utilizzo delle "Pietre Verdi". Detto regolamento ha introdotto quelle norme più restrittive che erano state approvate dalla Provincia di Parma ma bloccate dalla Regione. Per ora ci limiteremo ad osservare che le norme ante sono state applicate poco e male e nulla ci fa pensare che verranno fatte rispettare norme più rigorose. Noi non esiteremo a denunciare omissioni e illegalità.