INTRODUZIONE:
Le ofioliti sono rocce magmatiche e metamorfiche; spesso possono contenere amianto in quantitativi anche rilevanti, per cui potenzialmente rappresentano un problema sanitario e ambientale, specialmente se tali formazioni sono oggetto di scavo con impiego del minerale cavato per sottofondi stradali, riempimenti, muri di sostegno, ecc.
Da decenni è nota, oltre che nell’ambiente medico-scientifico, anche in quello politico-amministrativo, la responsabilità dell’amianto nell’insorgenza di patologie neoplastiche a carico dell’apparato respiratorio. Queste conoscenze hanno condotto il legislatore a promulgare leggi di tutela per le persone esposte all’amianto, sia in ambito lavorativo che ambientale (L 27/3/1992 n°257; D.M 14/5/1996.)
OBIETTIVI:
richiamare l’attenzione sull’incongruenza tra la rigorosa esclusione dell’uso dell’amianto dai processi produttivi industriali in ogni loro fase e la prosecuzione delle attività estrattive di rocce ofiolitiche, che determina dispersione certa di fibre di amianto nell’ambiente. Si richiede pertanto alle Amministrazioni competenti che vengano proibite tutte le attività estrattive delle cave ofiolitiche, nella certezza che solo questa determinazione possa essere l’elemento decisivo per eliminare l’esposizione delle popolazioni residenti.
METODI:
è stata fatta una stima, sulla base dei dati desunti dal“progetto regionale pietre verdi”, della quantità media di rilascio di amianto nell’ambiente circostante alle cave; vengono esposte riflessioni sull’interpretazione dei dati epidemiologici dei casi di mesotelioma nei comuni sede di affioramenti ofiolitici e sulla loro significatività, in relazione alle politiche regionali e provinciali di intervento, che, di fatto, ribaltano il principio di precauzione: poiché non è sicuramente dimostrato un aumento del rischio, si consente di procedere all’estrazione, in attesa di dati certi.
RISULTATI:
le considerazioni svolte mettono in evidenza:
- le incongruenze legislative e le difficoltà nell’applicazione rigorosa dei controlli previsti dalla normativa sull’attività estrattiva, che se correttamente applicati paralizzano l’attività stessa, oppure vengono disattesi
- l’impossibilità di trarre conclusioni basandosi su dati epidemiologici statisticamente poco significativi perché caratterizzati da piccoli numeri e da un periodo insufficiente di osservazione rispetto ai tempi di sviluppo del mesotelioma.